La domanda in specifico è:Sto comprando la prima casa: la fattura dell'agenzia immobiliare sarà emessa entro il 2010 mentre il rogito avverrà nel 2011. Posso scaricare nel prossimo mod.730 le spese (max.1000 euro) anche se la casa è stata acquistata l’anno successivo?
Inoltre, essendo cointestata al coniuge (che anche lei è prima casa), posso detrarre comunque il 100% o devo detrarre il 50% e l’altro lo dovrò perdere visto che mia moglie non ha reddito? (infatti il modulo per la compilazione del 730 precisa che se l’unità immobiliare se acquistata da più soggetti, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà) .
Per il principio di "cassa" delle detrazione delle spese fiscali, in base al quale tali spese vanno dedotte dal reddito per l'anno in cui sono state sostenute, non è possibile che la detrazione sia rimandata all’anno in cui viene stipulato il rogito ma va detratta nel 730 relativo all'anno in cui è stato effettuato il pagamento all'agenzia. Condizione essenziale per la detrazione della intermediazione immobiliare è la registrazione del contratto preliminare, in quanto questo comportamento formalizza la volontà delle parti di procedere alla cessione dell’immobile indicato, e per cui l’acquirente intende detrarre la spesa per la mediazione suddetta. Mentre nelle istruzioni del 730 è scritto espressamente che è possibile detrarsi totalmente gli interessi passivi sostenuti per il mutuo relativo alla prima casa cointestata con il coniuge quando quest'ultimo è fiscalmente a carico, invece per le spese di intermediazione non viene fatta questa precisazione. Quindi sembrerebbe che le spese di intermediazione siano deducibili solo in base alla percentuale di proprietà.Per i riferimenti normativi e per maggiori informazioni puoi consultare il seguente
50% A MENO CHE TUA MOGLIE NON è A CARICO TUO ALLORA 100%
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30 mag 2011
20 mag 2011
Vendola loda il coraggio di Ferro
"Ho letto sui giornali del cantante Tiziano Ferro, del coraggio con cui ha rotto il muro di quella che gli sembrava un'autoprigionia. Il suo e' stato un grande coraggio, l'ho trovato bellissimo". L'ha detto il governatore della Puglia, Nichi Vendola, durante l'incontro 'Comizi d'amore-Parole e racconti dell'Italia migliore', organizzato all'Alpheus di Roma, dalla Fabbrica di Nichi, il laboratorio sociale e politico che lo sostiene.
Liberare Berlusconi
"Io mi batto non per far del male a Berlusconi ma per fargli del bene, per liberarlo dalle sue ossessioni. Pensate a quanto e' patetico il machismo quando si ha una certa' eta"'. Lo ho detto il governatore della Puglia Nichi Vendola, intervenuto questa sera a 'Comizi d'amore-Parole e racconti dell'Italia migliore', l'incontro organizzato all'Alpheus di Roma, dalla Fabbrica di Nichi, il laboratorio sociale e politico che sostiene lo stesso Vendola.
All'iniziativa ha partecipato anche Sabina Guzzanti. Il governatore della Puglia e' tornato anche sulla battuta antisemita di Ciarrapico: "Non l'ha colta nessuno, e gli e' seguita la barzelletta antisemita di Berlusconi. Forse non si ricorda che le barzellette sono il corredo culturale che ha accompagnato prima la mitizzazione negativa poi la caccia, la deportazione, lo sterminio".
Bersani frena Vendola
La premiership e' uno dei temi che il Pd ha rinviato a dopo la caduta di governo soprattutto per evitare nuovi scontri dentro e fuori il partito e nuove emorragie di consensi. A risollevarlo con tanto di giudizi poco lusinghieri verso gli ex compagni del Pci ci pensa, pero', Nichi Vendola, unico candidato finora ufficiale, convinto che le primarie siano una prova democratica in grado di ridare speranza agli elettori del centrosinistra. Alle analisi vendoliane seguono levate di scudi democratici come ad esempio oggi Gabriele Albonetti:"Altro che anime belle contro anime morte, Vendola liquido' Prodi con danni ancora visibili". Bersani porge l'altra guancia per il bene della ditta, "non e' mia abitudine dire mai una parola meno che amorevole" verso gli alleati, ricordando pero' a Vendola che "la battaglia comune e' battere Berlusconi offrendo un'alternativa che e' il regalo che dobbiamo fare al paese".
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Liberare Berlusconi
"Io mi batto non per far del male a Berlusconi ma per fargli del bene, per liberarlo dalle sue ossessioni. Pensate a quanto e' patetico il machismo quando si ha una certa' eta"'. Lo ho detto il governatore della Puglia Nichi Vendola, intervenuto questa sera a 'Comizi d'amore-Parole e racconti dell'Italia migliore', l'incontro organizzato all'Alpheus di Roma, dalla Fabbrica di Nichi, il laboratorio sociale e politico che sostiene lo stesso Vendola.
All'iniziativa ha partecipato anche Sabina Guzzanti. Il governatore della Puglia e' tornato anche sulla battuta antisemita di Ciarrapico: "Non l'ha colta nessuno, e gli e' seguita la barzelletta antisemita di Berlusconi. Forse non si ricorda che le barzellette sono il corredo culturale che ha accompagnato prima la mitizzazione negativa poi la caccia, la deportazione, lo sterminio".
Bersani frena Vendola
La premiership e' uno dei temi che il Pd ha rinviato a dopo la caduta di governo soprattutto per evitare nuovi scontri dentro e fuori il partito e nuove emorragie di consensi. A risollevarlo con tanto di giudizi poco lusinghieri verso gli ex compagni del Pci ci pensa, pero', Nichi Vendola, unico candidato finora ufficiale, convinto che le primarie siano una prova democratica in grado di ridare speranza agli elettori del centrosinistra. Alle analisi vendoliane seguono levate di scudi democratici come ad esempio oggi Gabriele Albonetti:"Altro che anime belle contro anime morte, Vendola liquido' Prodi con danni ancora visibili". Bersani porge l'altra guancia per il bene della ditta, "non e' mia abitudine dire mai una parola meno che amorevole" verso gli alleati, ricordando pero' a Vendola che "la battaglia comune e' battere Berlusconi offrendo un'alternativa che e' il regalo che dobbiamo fare al paese".
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13 mag 2011
Arriva il marchio in difesa della pizza napoletana
Dopo tanti rinvii questa volta sara' quella buona e la 'Pizza napoletana prodotta secondo la tradizione napoletana', potra' entrare nell'olimpo delle eccellenze alimentari europee.
Cosi' - salvo cambiamenti dell'ultimo minuto - la 'Pizza napoletana' conquistera' domani a Bruxelles il traguardo europeo di 'Specialita' tradizionale garantita' (Stg) e la sua ricetta - dagli ingredienti alla forma rotondeggiante fino alla cottura e conservazione - verra' protetta dall'Ue contro imitazioni e falsi.
Insomma, un riconoscimento che rappresenta anche - spiegano gli addetti ai lavori - un passo avanti importante nella protezione del Made in Italy, in particolare nella lotta alla pirateria alimentare a livello internazionale. Infatti, se la pizza e' sinonimo di italianita', la 'Pizza napoletana' meglio di ogni altro prodotto esprime il valore, la tipicita' e la tradizione dell'agricoltura italiana.
Per fregiarsi del titoli di 'napoletana Stg', secondo quanto prevede il 'disciplinare di produzione' certificato da Bruxelles, la Pizza deve avere un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato fra 1 e 2 cm e nel condimento solo pomodori pelati, mozzarella di bufala campana Doc o la mozzarella Stg, aglio, un filo d'olio, sale e foglie fresche di basilico.
La cottura dovra' avvenire esclusivamente in forni a legna e appena uscita dal forno la pizza dovra' avere una consistenza insieme morbida ed elastica, facilmente piegabile a libretto. Ma soprattutto la si potra' riconoscere dal suo odore caratteristico, profumato e fragrante. Senza dimenticare che non potra' essere congelata o surgelata o posta sottovuoto per una successiva vendita, e non dovranno mancare i controlli lungo tutta la catena di produzione.
Su questa eccellenza alimentare potranno contare i buongustai dopo il via libera di Bruxelles, ma ad una condizione: occhio al logo 'Pizza napoletana Stg, prodotta seconda al tradizione napoletana', altrimenti non e' quella verace. Alla Commissione europea confermano: "Il logo europeo potra' essere utilizzato solo se il prodotto e' in stretta conformita' con il suo disciplinare di produzione una volta approvato dall'Ue".
Napoli intanto si prepara a festeggiare, facendo i dovuti scongiuri, dopo le delusioni per gli ostacoli - che dal febbraio 2008 - si sono sovrapposti nell'iter decisionale europeo quando la richiesta di 'Stg' e' stata ufficializzata sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue. Ma il lavoro portato avanti dai funzionari italiani del ministero dell'agricoltura a Bruxelles come a Roma ha dato i loro frutti e, "domani - affermano fonti della Commissione Ue - non ci attendiamo particolari problemi dal voto dei rappresentanti dei 27 Stati membri".
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Cosi' - salvo cambiamenti dell'ultimo minuto - la 'Pizza napoletana' conquistera' domani a Bruxelles il traguardo europeo di 'Specialita' tradizionale garantita' (Stg) e la sua ricetta - dagli ingredienti alla forma rotondeggiante fino alla cottura e conservazione - verra' protetta dall'Ue contro imitazioni e falsi.
Insomma, un riconoscimento che rappresenta anche - spiegano gli addetti ai lavori - un passo avanti importante nella protezione del Made in Italy, in particolare nella lotta alla pirateria alimentare a livello internazionale. Infatti, se la pizza e' sinonimo di italianita', la 'Pizza napoletana' meglio di ogni altro prodotto esprime il valore, la tipicita' e la tradizione dell'agricoltura italiana.
Per fregiarsi del titoli di 'napoletana Stg', secondo quanto prevede il 'disciplinare di produzione' certificato da Bruxelles, la Pizza deve avere un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato fra 1 e 2 cm e nel condimento solo pomodori pelati, mozzarella di bufala campana Doc o la mozzarella Stg, aglio, un filo d'olio, sale e foglie fresche di basilico.
La cottura dovra' avvenire esclusivamente in forni a legna e appena uscita dal forno la pizza dovra' avere una consistenza insieme morbida ed elastica, facilmente piegabile a libretto. Ma soprattutto la si potra' riconoscere dal suo odore caratteristico, profumato e fragrante. Senza dimenticare che non potra' essere congelata o surgelata o posta sottovuoto per una successiva vendita, e non dovranno mancare i controlli lungo tutta la catena di produzione.
Su questa eccellenza alimentare potranno contare i buongustai dopo il via libera di Bruxelles, ma ad una condizione: occhio al logo 'Pizza napoletana Stg, prodotta seconda al tradizione napoletana', altrimenti non e' quella verace. Alla Commissione europea confermano: "Il logo europeo potra' essere utilizzato solo se il prodotto e' in stretta conformita' con il suo disciplinare di produzione una volta approvato dall'Ue".
Napoli intanto si prepara a festeggiare, facendo i dovuti scongiuri, dopo le delusioni per gli ostacoli - che dal febbraio 2008 - si sono sovrapposti nell'iter decisionale europeo quando la richiesta di 'Stg' e' stata ufficializzata sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue. Ma il lavoro portato avanti dai funzionari italiani del ministero dell'agricoltura a Bruxelles come a Roma ha dato i loro frutti e, "domani - affermano fonti della Commissione Ue - non ci attendiamo particolari problemi dal voto dei rappresentanti dei 27 Stati membri".
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